Dichiarazione sul Tribunale Penale Internazionale de L'Aja, in merito all'estradizione di Slobodan Milosevic

Il comitato "Scienziate/i contro la guerra" è nato nel 1999 in opposizione alla guerra scatenata dalla NATO contro la Repubblica Federale di Jugoslavia, guerra che ritenevamo, e riteniamo, violasse la Costituzione italiana, la Carta dell'ONU e lo stesso Statuto della NATO. La nostra condanna è stata ulteriormente rafforzata da quanto avvenuto in Kosovo e Macedonia, ove la convivenza multietnica è sempre più minacciata, se non annientata, pur in presenza o con l'effettivo appoggio delle truppe della NATO.

Oggi noi siamo convinti che l'estradizione all'Aja di un qualsiasi cittadino della Repubblica Federale di Jugoslavia, e non solo del suo ex-presidente Slobodan Milosevic, rappresenti una flagrante violazione dell'art. 10 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, vera "Costituzione" dell'ONU, che afferma che: "Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale". Il Tribunale penale internazionale dell'Aja non è indipendente, in quanto notoriamente finanziato –in larga misura– proprio da quei paesi che hanno mosso guerra alla Repubblica Federale di Jugoslavia e ha dimostrato la propria parzialità archiviando, nel giugno del 2000, senza alcuna seria inchiesta, le denunce che erano state presentate contro i leaders dei paesi della NATO. Tale rifiuto di fare giustizia a chi aveva sofferto per 78 giorni bombardamenti distruttivi di ogni tipo di infrastruttura civile, con gravissimi danni alla salute e all'ambiente, e l'accettazione, in base a semplici dichiarazioni della NATO, che l'uso dell'uranio impoverito non può in alcun caso avere conseguenze negative, delegittimano ai nostri occhi la cosiddetta "giustizia internazionale".

Scienziate e scienziati contro la guerra
12 luglio 2001