Introduzione

 

 

Gli ultimi mesi del 2001 hanno visto il preoccupante ritorno alla ribalta delle questioni riguardanti la guerra e gli armamenti.

Dopo l’undici di settembre – con l’attentato alle torri gemelle a New York – risultava abbastanza chiaro come lo scenario internazionale si sarebbe rapidamente deteriorato verso un clima assai pesante di guerra permanente.

Vi è stato, negli ultimi anni, un impegno costante contro la guerra da parte di un gruppo di  ricercatori di Università e Centri di Ricerca, inseriti in vari ambiti ed associazioni – quali il Comitato Scienziate e Scienziati contro la guerra, il Centro Studi Sereno Regis, l’Associazione per la Pace, l’Unione Scienziati per il Disarmo, ed altre ancora.

La reazione da parte di alcuni di noi, di fronte a questo preoccupante scenario, è stata quella di fornire un contributo a livello di informazione e di riflessione.

Mai come nei momenti di delirio guerriero, che periodicamente affliggono la società, è importante che le voci che invitano alla riflessione e all’analisi non tacciano: chi mantiene la capacità di ragionare – evitando di cadere nelle facili generalizzazioni che il “pensiero dominante” propone in questi casi – deve cercare di trasmettere questa sua capacità a tutti, attraverso l’informazione, anzi, meglio e purtroppo, la controinformazione.

L’attitudine “accademica” (absit iniuria verbis…) di molti di noi – ed in primis dello scrivente – ha consigliato di articolare l’iniziativa sotto forma di un Convegno, da tenersi presso una sede universitaria qualificata, ma aperto, in forma di Incontro-Dibattito, all’intervento di chiunque ritenesse di avere interesse o contributi da fornire.

L’attitudine “tecnologica” di molti di noi – ed anche qui lo scrivente si pone fra i colpevoli – ha poi fatto puntare la focalizzazione dell’incontro sull’argomento dell’industria bellica e delle tecnologie militari, che hanno la loro ultima triste ribalta nel ritorno in auge del cosiddetto “scudo spaziale” e nella ricerca di nuovi armamenti.

Il risultato è stato l’incontro-dibattito tenutosi nella Sala Consiglio di Facoltà del Politecnico di Torino il 24 settembre 2001. Esso ha visto una foltissima partecipazione di “pubblico” – la sala consiglio era letteralmente piena di persone – e l’intervento di relatori qualificati.

Dopo gli interventi dei relatori, è seguito un dibattito assai prolungato ed in alcuni momenti anche – giustamente – vivace, con oltre una decina di interventi da parte di persone del pubblico.

Alla fine della giornata, l’impegno preso dal sottoscritto - che si trovava a ricoprire il ruolo di moderatore del dibattito - è stato quello di provare a dare un seguito all’iniziativa, sia promuovendo altre occasioni di incontro, sia lasciando traccia della giornata mediante la pubblicazione di un Quaderno che ne costituisca gli Atti.

Da uno degli interventi al dibattito del 24 settembre – a cura dell’associazione studentesca “Ingegneria senza frontiere” (ISF) – è poi emerso un punto che ha stimolato ulteriore riflessione ed iniziativa. L’intervento, pubblicato anche sulla rivista di ISF, è riportato anche in questo Quaderno. A metà dicembre, sempre presso il Politecnico, si è tenuto infatti un incontro sul tema “Etica e Scienza”, che ha sviluppato il tema annoso del dilemma dello scienziato e del tecnologo davanti al coinvolgimento e all’applicazione militare della scienza. Nell’incontro – organizzato da ISF ed al quale hanno partecipato molti studenti – vi sono state le relazioni dello scrivente e di Giovanni Salio del Centro Studi Sereno Regis.

Risparmiando al lettore la prima delle due relazioni, traccia della seconda è reperibile come contributo scritto di Giovanni Salio in questo Quaderno.

Parimenti è reperibile il contributo di un collega ed esperto sulle questioni degli armamenti, quale è Angelo Baracca, che, trovandosi fuori dall’Italia, era stato impossibilitato ad aderire all’invito per l’incontro del 24 settembre.

Durante il Convegno, tutti i relatori paventavano l’imminenza dello scoppio di una guerra in Afghanistan, come riporta anche l’annuncio della giornata stessa (“I recenti avvenimenti internazionali fanno temere un ritorno all’idea della guerra come una possibile risposta, in un’atmosfera di corsa agli armamenti vecchi e nuovi”). I fatti susseguenti hanno confermato quanto i relatori siano stati – come purtroppo sappiamo – facili profeti.

Alla fine dell’anno 2001, la situazione è quella che si poteva facilmente prevedere: le operazioni di guerra sono ancora in atto, immani distruzioni e migliaia di morti - attuali e potenziali - sono stati causati in Afghanistan dalla guerra, la maggior parte di queste vittime sono civili innocenti, e infine i mandanti dell’attentato dell’undici settembre sono tuttora impuniti.

Siamo più che certi che questi sviluppi erano pienamente previsti non soltanto da noi, ma ben più sicuramente anche da chi ha iniziato la guerra all’Afghanistan.

Altrettanto previsto ed emblematico è stato l’uso del nuovo campo di battaglia per la sperimentazione di nuovi armamenti, fra le quali alcune armi di distruzione di massa.

Per concludere, in mezzo alle notizie quasi quotidiane dell’apertura di potenziali nuovi scenari di guerra, crediamo di poter fornire un ulteriore contributo all’informazione e alla riflessione sui fatti accaduti, mediante la pubblicazione di questo Quaderno.

Il curatore – scrivente di questa introduzione – ringrazia innanzitutto gli autori dei contributi, che hanno tenuto mirabilmente parola all’impegno di dare seguito scritto al loro intervento.

Il Politecnico di Torino va ringraziato per lo spazio ed i mezzi concessi, dimostrazione ulteriore  dell’attenzione dell’Ateneo verso queste problematiche.

Lo scrivente desidera poi rimarcare l’essenziale contributo economico ed organizzativo fornito da CGIL Piemonte. Un particolare ringraziamento ai colleghi del Politecnico Rino Lamonaca e Antonio Grassedonio.

Tutti gli intervenuti alle due iniziative vanno parimenti ringraziati, così come anche le associazioni e realtà che in vario modo hanno contribuito: SNUR-CGIL Piemonte; FIOM-CGIL Piemonte; RSU Politecnico di Torino; Torino Social Forum; CGIL-Lavoro e società-Cambiare Rotta; Ingegneria Senza Frontiere; Comitato Scienziate e Scienziati contro la guerra; Unione Scienziati Per Il Disarmo.

Torino, 26 dicembre 2001

Massimo Zucchetti

Politecnico di Torino