Commento del referee ricevuto a fine novembre 2000

Secondo me la prima parte dell'articolo Ŕ interessante e documentata, anche se sarebbe stato utile (ma credo difficilissimo) riuscire a scoprire che utilizzo hanno fatto gli jugoslavi dei forti crediti avuti negli anni precedenti la crisi (chi si Ŕ arricchito? quale ruolo ha avuto la classe burocratica e i dirigenti politici? ecc).
Si arriva quindi a capire il precipitare della crisi interna, lo scoppio dei conflitti e il ruolo avuto da Europa, Usa e FMI nel farli precipitare.

La seconda parte dell'articolo, quella relativa al ruolo della Serbia, mi sembra invece un po' ideologica ed anche meno documentata. Improvvisamente la classe dirigente serba diventa "buona", ci si scorda delle responsabilitÓ gravi avute nella gestione della crisi precedente ed anche del modo di affrontare la crisi del Kosovo.
Sono convinto che la "cattiveria" di Usa, Europa e del FMI non deve far dimenticare le basi marce dei regimi su cui tali cattiverie (vere e concrete, ma "capitalisticamente" comprensibili) hanno avuto buon gioco per poter essere applicate con il consenso mondiale (anche di gran parte della sinistra).
La catastrofe dei sistemi comunisti Ŕ anche responsabilitÓ della loro classe dirigente e dei meccanismi economici, sociali e politici che non hanno funzionato. Dimenticarsi di questo Ŕ sbagliato e non aiuta a comprendere quello che Ŕ successo ed ad andare avanti.