Questa pagina è aggiornata al settembre del 2000

Sulle bombe atomiche

* 16 ottobre 1999 - Andrea Martocchia <andreamartocchia@libero.it>
* 18 ottobre 1999 - Francesco Polcaro <polcaro@ias.rm.cnr.it>

Sulle spese militari

* 21 novembre 1999 - Andrea Martocchia: 
   Forward di Francesco Iannuzzelli <francesco@dialogo.org>
* 4 gennaio 2000 - Andrea Martocchia: 
   Forward di Francesco Iannuzzelli <francesco@dialogo.org>
* 29 gennaio 2000 - Andrea Martocchia: 
   Forward di Alessandro Marescotti <kfqma@tin.it>

Segnalazioni di siti

* 9 marzo 2000 - Maria Luigia Paciello <Mariella.Paciello@roma1.infn.it>
* 13 marzo 2000 - Paola Letardi <letardi@icmm.ge.cnr.it>

Sulla NATO

* 16 giugno 2000 - Andrea Martocchia <martok@sissa.it>
* 17 giugno 2000 - Mario Vadacchino <vadacchino@polito.it>
* 17 giugno 2000 - Antonino Drago <drago@unina.it>
* 21 giugno 2000 - Luca Nencini <luca.nencini@casaccia.enea.it>
 

 BOMBE ATOMICHE


Date: Sat, 16 Oct 1999 11:33:45 +0200 (MET_DST)
From: Andrea Martocchia <martok@sissa.it>

Ho raccolto qui un messaggio di Giorgio Nebbia, che giro a tutti perché
e' di interesse generale (...)

Caro Andrea,

ho letto la tua lettera sul colpo di stato in Pakistan e sulla mancata
ratifica del CTBT.

Non entro nel merito delle apprezzabili attivitaà degli "scienziate e
scienziati per la pace", che leggo come abbonato alla mailinglist scienzaepace,
anche se mi infastidisce l'autoattribuzione della qualifica di scienziato.
Io sono un povero chimico che ha fatto per 50 anni il professore
d'Università e mai mi sarei attribuito la qualifica di scienziato !

Ma mi disturba non aver letto mai niente sul più grande problema dei
prossimi decenni, il continuo pericolo degli armamenti nucleari esistenti e
ti ringrazio per aver parlato di tale problema.

Furono scienziati, quelli si, come Einstein e Pauling, o intellettuali come
Russell e Schwartz, a alzare la voce contro i tests e la proliferazione
delle armi nucleari.

Di questi tempi ho l'impressione che tutto si sia dimenticato e che nessuno
sappia più niente, probabilmente neanche fra gli studenti (e i professori)
universitari. La stampa parla di CTBT e la sua mancata ratifica sembra un
dispetto dei repubblicani a Clinton e non il risultato di una attiva
lobbying del complesso militare-industriale internazionale.

Da tre anni, ad ogni fine d'anno, le Nazioni Unite discutono delle mozioni
che chiedono l'applicazione dell'articolo VI del Trattato di
non-proliferazione che chiede il disarmo nucleare mondiale, ma la mozione,
pur approvata col voto contrario di Stati Uniti e dei loro lacchè, non fa
passi avanti.

Io credo che coloro che sanno, soprattutto se scienziati per la pace, non
farebbero male a divulgare le conoscenze sul pericolo delle armi nucleari,
ricominciando a parlare di che cosa sono, come sono fatte, dove si trovano,
quali effetti avrebbe l'esplosione anche solo di una di esse, che cosa sono
i tests, eccetera.

Per quel poco che so sono a disposizione e la cosa mi eccita più del
dibattito sulla copertina del libro con gli atti del 21 giugno.

Scusa questa mia lettera e cari saluti

Giorgio

Giorgio Nebbia, Roma.

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Date: Mon, 18 Oct 1999 12:12:48 +0200 (DFT)
From: <polcaro@ias.rm.cnr.it>

Care/i colleghe/i,
oltre a condividere totalmente le preoccupazioni di Andrea Martocchia, ne
aggiungo un'altra.
E' passato quasi inosservato il test di un missile anti-missile
americano, in piena violazione del trattato anti ABM, pur ratificato
dagli USA. Il ritorno alla strategia delle "guerre stellari" e' un sintomo
estremamente significativo di una riconsiderazione da parte USA di
riprendere in considerazione l'opzione nucleare in guerre effettive.
Ritengo molto importante che il nostro comitato prenda al più presto una
iniziativa su questi temi.
Cordialmente
Francesco

_________________________________________________________
V.F. Polcaro ! "Simmo briganti
Senior Scientist ! e facimmo paura..."
CNR-IAS !
Area di Ricerca Roma-Tor Vergata !
V. Fosso del Cavaliere SNC ! (Lo Cantu de li Briganti,
phone: +39-06-49934456 ! anon., Basilicata, c.a. 1870)
fax : +39-06-20660188 !
e-mail: polcaro@saturn.ias.rm.cnr.it !
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 SPESE MILITARI


Date: Sun, 21 Nov 1999 16:06:48 +0100 (MET)
From: Andrea Martocchia <martok@sissa.it>

---------- Forwarded message ----------
Date: Sat, 20 Nov 1999 23:34:34 +0100
From: francesco iannuzzelli <francesco@dialogo.org>
Reply-To: pck-armamenti@peacelink.it
To: pck-armamenti@peacelink.it
Subject: per le armi i soldi ci sono sempre
Resent-Date: Sun, 21 Nov 1999 01:49:34 +0100
Resent-From: pck-armamenti@peacelink.it

E' in corso di approvazione la finanziaria per l'anno 2000, e
andando a spulciare i soldi destinati al Ministero della Difesa si
scoprono cose interessanti.
Intanto il totale: 32.839.367.000.000 lire (in parole piu' di 32mila
miliardi).
La spesa militare e' intorno al 2% del PIL (prodotto interno lordo), in
media con gli altri paesi europei (contrariamente a quanto
lamentato dai generali...), a parte casi particolari (Grecia e Turchia
sono oltre il 4%).
Come prevedibile i finanziamenti aumentano rispetto all'anno
passato: 1.985 mld in piu' (pari al 6.4%), la maggior parte per
stipendi e per armamenti.
Nel dettaglio delle tre forze armate, l'aumento degli investimenti piu'
rilevante e' nell'aereonautica (755 mld), ma la marina non e' da
meno con l'avvio della produzione di due nuove fregate da 2800
miliardi, che verranno costruite nei prossimi 9 anni.
Occorre segnalare che le spese per gli armamenti sono
decisamente maggiori rispetto a quanto indicato nel bilancio della
Difesa, in quanto vengono inserite anche nel bilancio del ministero
dell'Industria o derivano da impegni presi con provvedimenti
specifici: ad esempio per il nuovo cacciabombardiere europeo
Eurofighter, del costo di 16.000 mld, furono a suo tempo (legge 266
del 1997) stabilite le modalita' di ripartizione della spesa all'interno
delle finanziarie dei vari anni, includendola nella voce generica dei
finanziamenti per il settore aereonautico. La corrispondete rata per
l'Eurofighter relativa all'anno 2000 e' di 820 mld; si prevede che
verra' ultimato nel 2006.
Nel bilancio del Ministero della Difesa non rientrano poi i soldi
necessari alle missioni estere che vengono invece finanziate con
apposite misure, e che attualmente coinvolgono circa 10.000
militari (l'anno precedente erano 2.823).
Considerando quindi anche le voci esterne al bilancio della Difesa,
la spesa complessiva e' decisamente superiore a quanto
dichiarato. Ad esempio nel 1998 la Difesa italiana ha speso piu' di
40.000 mld (secondo dati Nato) rispetto ai 30.855 previsti in
bilancio.

Come si vede la spesa militare aumenta in linea con le disposizioni
della Nato stessa (aprile 99) che invitavano gli stati europei ad
attrezzarsi per gli interventi in aree di crisi, anche in assenza di un
mandato delle Nazioni Unite, come poi attuato in Kossovo.

E' stata lanciata una campagna, "venti di pace", per invitare i
parlamentari a presentare emendamenti di riduzione delle spese
militari; maggiori informazioni sulla homepage di Peacelink
http://www.peacelink.it.

ciao
francesco

'_ Francesco Iannuzzelli
| ) francesco@dialogo.org
__|/ Centro delle Culture
\ | http://www.dialogo.org
\| <<<<<<<<<>>>>>>>>>>>>>>>>>
' Tutte le assiomatizzazioni coerenti dell'aritmetica
contengono proposizioni indecidibili.
(Teorema di Incompletezza di Godel)

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Date: Tue, 4 Jan 2000 23:40:20 +0100 (MET)
From: Andrea Martocchia <martok@sissa.it>

---------- Forwarded message ----------
Date: Tue, 4 Jan 2000 17:01:52 +0100
From: francesco iannuzzelli <francesco@dialogo.org>
Reply-To: pck-armamenti@peacelink.it
To: pck-armamenti@peacelink.it
Cc: umanisti@href.org
Subject: non ne bastavano 820
Resent-Date: Tue, 4 Jan 2000 19:20:44 +0100
Resent-From: pck-armamenti@peacelink.it

E' stata approvata la finanziaria che, come avevo segnalato in un
precedente messaggio, prevede cospicui finanziamenti al
mantenimento e ammodernamento dell'esercito.

In particolare, tra la varie cifre, spicca quella del nuovo caccia
bombardiere europeo eurofighter, un macchina da guerra
spaventosa alla cui costruzione l'Italia contribuisce con la cifra di
16.000 miliardi, distribuiti negli anni dal 1998 al 2006, per la
produzione di 121 caccia bombardieri.

Eurofighter ha anche un sito (http://eurofighter-typhoon.com) dal
quale si scoprono varie cose, come il fatto che si tratta di un
consorzio di 4 stati (Italia, Spagna, Germania e Gran Bretagna), e
nella sua costruzione sono impegnate varie industrie italiane,
soprattutto del gruppo Fiat. Proprio recentemente, ai primi di
novembre 99, e' stata costituita la Eurofighter International, societa'
che mira, con la commercializzazione di questo aereo, alla
conquista del 50% del relativo mercato.

Come dicevamo l'Italia ne ha ordinati 121, su 620 totali. Ma molti
altri ne verranno prodotti, visto che gia' altri stati avanzano
richieste: la Grecia ne vuole 60, la Norvegia ne ha ordinati 30.
Gli stati partecipanti al consorzio si sono divisi gia' il mercato e le
zone di competenza: l'italiana Alenia Aerospazio si occupa
specificatamente dell'esportazione verso Brasile, Filippine e
Sudafrica.
Naturalmente c'e' spazio per tutti, anche eventuali dittatori africani
vogliosi di spendere meta' del Pil del loro stato per questo
giocattolo mostruoso.

Per il 2000 era prevista una cifra di 820 miliardi ma, come ci
segnala Tullio Berlenghi dei verdi, un emendamento del governo,
approvato in tutta fretta durante la recente crisi di governo, ha
finanziato altri 200 mld.
In totale, per questo anno 2000, sono stati stanziati 1020 miliardi di
lire.

Segnatevi da qualche parte queste cifre, e citatele tutte le volte che
vi diranno che mancano i soldi per questa scuola o
quell'ambulatorio...

ciao
francesco

francesco iannuzzelli
francesco@dialogo.org
centro delle culture
http://www.dialogo.org
<<<<<<<<<>>>>>>>>>>>>>>>>>
Sentiamo e sperimentiamo di essere eterni
(Spinoza)

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 BANCHE ARMATE 


Date: Sat, 29 Jan 2000 14:09:45 +0100 (MET)
From: Andrea Martocchia <martok@sissa.it>

---------- Forwarded message ----------
Date: Fri, 28 Jan 2000 11:44:28 +0100
From: Alessandro Marescotti <kfqma@tin.it>
Reply-To: pck-armamenti@peacelink.it
To: pck-armamenti@peacelink.it
Cc: pck-pcknews@peacelink.it, pck-consumatori@peacelink.it
Subject: banche armate: scrivi alle banche coinvolte nei traffici di armi
Resent-Date: Fri, 28 Jan 2000 13:59:12 +0100
Resent-From: pck-armamenti@peacelink.it

E' con una certa incoscienza e, forse, la speranza di qualche soldo in più,
che molti giovani etiopi si avviano a morire al fronte contro i loro
fratelli eritrei. Una delle tante guerre assurde che costellano il Sud del
mondo e che vedono coinvolti paesi già pesantemente martoriati dalla fame e
da altri problemi endemici. Ma forse molti non sanno che gli aerei caccia
Md-339c usati dall'esercito Eritreo sono stati finanziati con i prestiti
della Banca San Paolo di Torino, con tanto di autorizzazione ministeriale.
I nostri soldi, in altre parole, sono serviti ad alimentare morte e
devastazione, a nostra completa insaputa.
Non si tratta, ovviamente, di un caso isolato, dal momento che il
coinvolgimento della banche nel commercio internazionale di armi, che
confluisce in gran parte verso i paesi poveri, riguarda quasi tutto il
sistema bancario. I dati vengono pubblicati ogni anno da un rapporto della
Presidenza del Consiglio dei Ministri, che nel 1999 è stato particolarmente
ricco di informazioni. Credit, Comit, la già citata San Paolo e la BNL sono
tra le prime quattro banche italiane, ma ne seguono molte altre, comprese
le più insospettabili. Ma lo sconcerto aumenta se pensiamo alle decine di
iniziative di solidarietà che le banche espongono in bella vista in ogni
filiale, forse anche a favore dei bimbi vittime della guerra. Il rapporto
governativo rappresenta oggi l'unica fonte di informazione sugli
investimenti degli istituti di credito che, come si sa, sono coperti dal
segreto bancario, comodo alibi che consente ogni genere di operazione.
Ma le banche, come ogni altra impresa, vive con il nostro sostegno di
risparmiatori, attenti più al tasso di interesse applicato, che non alla
destinazione dei nostri risparmi. E l'indifferenza dei risparmiatori è ciò
su cui le banche fanno affidamento per ogni loro affare. Non ce ne rendiamo
conto, ma il silenzio rafforza solo questo stato di cose.
E' per questo che le riviste missionarie Nigrizia, Missione Oggi e
l'associazione Pax Christi, hanno promosso un'iniziativa, rivolta
primariamente alle varie realtà ecclesiali in occasione del Giubileo, ma
anche "a tutte le persone di buona volontà", che chiede a ognuno di far
sentire finalmente la propria voce, interpellando direttamente le banche.
Citiamo l'appello: "Mentre sono in atto anche nella chiesa italiana
importanti iniziative tese alla riduzione del debito dei paesi poveri,
siamo convinti che questo non basta. Non è difficile ipotizzare che i fondi
che si raccolgono per opere di carità, per condonare il debito e per altro,
vengano poi depositati in banche che investono quegli stessi soldi nel
traffico d'armi" (…).
"Crediamo sia moralmente doveroso chiederci come e dove investono questi
istituti bancari. Se è vero che il sistema economico, le "strutture di
peccato" si basano sul consenso dei singoli, è importante riscoprire quindi
le responsabilità che ognuno ha nell'appoggiare più o meno esplicitamente
tale sistema. Non possiamo accettare il criterio che avendo dei soldi li
dobbiamo far fruttare al meglio senza interrogarci sul mondo" (…).
"Chiediamo quindi di:
a) Scrivere alla direzione generale della propria banca, chiedendo la
trasparenza. Cioè che confermi o smentisca per iscritto il coinvolgimento
dell'istituto (attraverso finanziamenti o il semplice appoggio) in
operazioni di esportazione di armi. E sollecitando la banca a un nuovo
orientamento più attento alla redistribuzione del credito a favore
dell'economia sociale e delle fasce più povere della popolazione. La
risposta verrà resa pubblica.
b) In caso di risposta vaga o di non risposta, interrompere i rapporti con
la banca, rendendo pubblica la scelta".
Sarebbe bello che ognuno di noi si impegnasse in questo atto di coraggio,
magari investendo i propri risparmi nella Banca Etica, ormai presente anche
a Milano. Sarebbe utile anche mettere in comune tali esperienze, rendendole
pubbliche, perché si sviluppi un dibattito che vada oltre i confini
ristretti dei gruppi "già sensibili".

Roberto Cuda

Elenco delle banche per importo investito in operazioni di esportazione di
armi (1998): Ubae Arab Italian Bank; Credito Italiano; Istituto San Paolo
di Torino; Banca Commerciale Italiana; Banca Nazionale del Lavoro; Banco di
Napoli; Banca di Roma; Cassa di Risparmio di La Spezia; Monte dei Paschi di
Siena; Banca Nazionale dell'Agricoltura; Banco Ambrosiano Veneto; Banca
Toscana; Banca Popolare di Brescia; Banco do Brasil; Cariplo; Crédit
Agricole Indosuez; Banca Popolare di Bergamo - Credito Varesino; Banca
Popolare di Novara; Banca San Paolo di Brescia; Cassa di Risparmio di
Firenze; Banca Carige; Barclays Bank; Unione Banche Svizzere; Banco di
Chiavari e della Riviera Ligure; Unicredito Italiano (fanno parte del
gruppo: Cassa di Risparmio di Torino, Cariverona, Cassamarca Treviso, Cassa
di Risparmio di Trento e Rovereto, Caritrieste, Rolo Banca 1473, Credito
Italiano); Banca Popolare di Intra; Credito Agrario Bresciano; Banca
Popolare di Lodi; Credito Emiliano; Banco Bilbao Vizcaya.
 

Per comunicare la propria esperienza scrivere a: Redazione NIGRIZIA, Vicolo
Pozzo, 1 - 37129 - VERONA (Italia).
Per informazioni sulla Banca Etica: Barbara Cerizza, c/o Banca Etica, tel.
02/86997986.

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 SEGNALAZIONI DI SITI 


Date: Thu, 09 Mar 2000 13:36:14 +0100
From: Maria Luigia Paciello <Mariella.Paciello@roma1.infn.it>

(...) vi segnalo su www.galileonet.it:
DISARMO: piccole armi crescono

Mitra, granate, lanciarazzi, mine, esplosivi. In tutto il mondo sono almeno
500 milioni le armi leggere che mutilano e uccidono ogni anno milioni
di persone. Un problema che riguarda soprattutto il continente africano
sconvolto attualmente da piu' di venti guerre. "Oggi intere popolazioni africane 
possono imbracciare un fucile", ha dichiarato a Galileo Giampaolo Calchi 
Novati, autore del rapporto "La proliferazione delle armi leggere in Africa"
pubblicato di recente dall'Archivio per il disarmo. (www.archiviodisarmo.it)

mariella paciello

--

No Microsoft attachements, please.

Dott.ssa Maria Luigia Paciello
Sezione di Roma1 dell'INFN
c/o Dipartimento di fisica
Universita' di Roma "La Sapienza"
P.le A. Moro 5, 00185 Roma, Italy
Tel: +396.4469875 o +396.49914362
Fax: +396.4454749
E-mail: paciello@roma1.infn.it
 

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Date: Mon, 13 Mar 2000 09:50:25 +0100
From: Paola Letardi <letardi@icmm.ge.cnr.it>

Su Peacelink trovate un'interessante rassegna sul tema degli armamenti, che
mi sembra interessante sul fronte della sezione 3 del Convegno
http://www.peacelink.it/webgate/armamenti/msg00152.html

Visto che ci sono, vi segnalo pure che ho notato che l'archivio disarmo ha
fatto a Roma un convegno martedì 7 marzo 2000 dal titolo"2000: una nuova
corsa al riarmo?"
http://www.archiviodisarmo.it/convegni.htm
probabilmente sarebbero da contattare/informare del nostro convegno...

Ciao

Paola

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 NATO 


Date: Fri, 16 Jun 2000 12:27:02 +0200 (MET_DST)
From: Andrea Martocchia <martok@sissa.it>

Qualcuno e' in grado di verificare queste informazioni?
Si parla di una nuova dottrina di diritto al primo colpo nucleare da
parte della NATO.

---------- Forwarded message ----------
Date: 15 Jun 2000 11:27:37 PDT
From: Tina Purnat <Tina.Purnat@directory.reed.edu>
To: Tina Purnat <Tina.Purnat@directory.reed.edu>
Subject: FYI: New NATO nuclear arms policy

Public protest regarding the new military doctrine of the NATO alliance

A new military doctrine pf the NATO alliance took effect on May 19, 2000.
The document NC-400/2 presents a new military strategy which authorizes
NATO members to use nuclear weapons ofensively. Nucelar weapons are thus
not used as a retaliation to an immediate danger or attack, but can be
used as a "preventive" measure (so-called "first strike"). The document
refers specifically to use of nuclear weapons against countries that do
not posess nuclear wepons technology. Until now, the use of nuclear
weapons was mandated by the principle of retaliation ( so-called "strike
first - die second"), which prevented a nuclear attack toward a country
that does not posess nuclear wepons. This has now been replaced by the
aforementioned "first strike" principle.
the new doctrine was passed through a special "silent procedure" protocol
of the NATO alliance. The alliance formed a top secret document which
took effect after a specified period of time provided no member appeals
to the content of the document. Since no NATO members filed appeals or
for changes, the doctrine is now binding for all NATO countries, as well
as any future members.

The first information about hte secret document NC-400/2 was aired by the
German TV station ARD. Video clips with commentary can be found at:
- http://www.tagesschau.de/archiv/2000/05/22/sendungen/ts-1700/meldungen/nato
- http://www.tagesschau.de/archiv/2000/05/22/sendungen/ts-1700/videos/nato.ram

Existence of the document was also confirmed by the German foreign
minister Joschka Fischer, but refrained form commenting it. At the
recent meeting of the Atlantic summit of the NATO alliance in Florence,
NATO also passed a resolution to protect confidential information. This
resolution prevents "associated members" (form the "Partnership for
Peace", of which Slovenia is also a member) from accesing confidential
information of the NATO alliance. The resolution would prevent the public
from obtaining similar confidential information -- such as the passing of
the new military "first strike" doctrine.

We, the signatories of the public protest, express our disagreement with
the apparent escalation of NATO's agressive tactics. Moreover, we
disagree with the secretive nature of information pertaining to security
and external policies of individual countries. We believe the new NATO
military doctrine is unacceptable for Slovenia, since it contradicts the
124. Article of the Slovenian constitution ("National security shall be
predicated primarily on policies designed to promote peace and an ethic
of peace and nonaggression."). we thus propose that Slovenia reconsiders
its application for membership in NATO.
We propose that the Republic of Slovenia engages more actively in peace
and non-violent policies. We appeal to the Cabinet and the Parliement of
R Slovenia to agian reconsider joining the International initiative on
the use of nuclear weapons. Slovenia has refrained from signing the
initiative under pressure of NATO members.

Signatures (with full names and location) in support of this initiative
can be sent to Neutro@email.si.

We ask for help with dissemination of the petition (it can be found at
the address http://www.ljudmila.org/neutro/protest).
The petition and the signatures will be presented to the leading media,
Parliamentary commission for foreign affairs, the President of R
Slovenia, Ministry of foreign affairs, Ministry of defence, Supreme court
of Slovenia, political parties, and interested non-profit organizations.

Group Neutro
Krizevniska 16, 1000 Ljubljana, Slovenia
www.ljudmila.org/neutro
neutro@email.si
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Date: Sat, 17 Jun 2000 10:25:24 +0200
From: Mario Vadacchino <vadacchino@polito.it>

L'informazione andrebbe approfondita nei suoi dettagli !
La Nato ha sempre seguito la dottrina cosiddetta del "primo colpo": avrebbe cioe`
reagito con armi nucleari anche ad un attacco con armi convenzionali, mentre
l'Unione Sovietica, che non aveva questo atteggiamento strategico, dichiarava che
avrebbe risposto con armi nucleari solo ad un attacco nucleare. Questa diversita`
di dottrina era giustificata da un supposto squilibrio delle forze convezionali
della Nato e del Patto di Varsavia nel teatro europeo.
Suscito` a questo proposito un certo interesse la notizia, apparsa alcuni mesi fa
anche sui nostri giornali, che anche la Russia si sarebbe convertita alla dottrina
del "primo colpo".

Mario Vadacchino
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Date: Sat, 17 Jun 2000 20:29:57 +0200
From: "Antonino Drago" <drago@unina.it>

Quello che dice Vadacchino Ò giusto; ma la novitÁ non sta nel primo colpo,
ma nel fatto che il primo colpo Ò autorizzato contro ogni paese nemico, non
piª contro le sole potenze nucleari che potrebbero aggredire. Questa Ò la
novitÁ che ho imprato per gli USA da un documento di 80 Vescovi USA che
hanno protestato quando questa stessa novitÁ Ò stata introdotta nel 1995 per
la strategia nucleare USA, in quanto ora il nucleare non Ò piª una extrema
ratio, l'unthinkable, ma la strategia ordinaria di una guerra degli USA, ad
esempio anche per il Kosovo contro la non nucleare Jugoslavia. Quel
documento, nato da una iniziativa di Pax Christi USA, ho dovuto tradurlo io
un anno dopo e solo un altro anno sono riuscito a farlo pubblicare su Adista
e mi pare su Il Regno; questo per dire il segreto-stampa che circonda i
fatti cruciali della politica bellica (siamo trattati come bambini emotivi).
La vera novità in definitiva sarebbe che ora anche della Nato adotterebbe la
strategia nucleare del primo colpo come strategia ordinaria, possibile
contro ogni "nemico".
Antonino Drago

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Date: Wed, 21 Jun 2000 08:14:30 +0200
From: luca nencini <luca.nencini@casaccia.enea.it>

Sull'argomento c'e' anche un "paginone" di Liberazione dell'11 maggio, con
intervista a Isidoro Mortellaro, che spiega che il "primo colpo dissuasivo"
nucleare potra' essere inferto anche a stati non nucleari ma provvisti di
armi chimiche o biologiche. Tutto questo e' stato deciso al vertice Nato di
Firenze del 24 maggio.

Auguri ...
 

luca nencini
enea - casaccia
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